IL C.N.V.V.F. - Vigili del Fuoco di Montelanico

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IL C.N.V.V.F.

Storia

Fu istituito con il Regio Decreto Legge del 27 febbraio 1939, successivamente convertito in Legge 1570 del 27 dicembre 1941 e riunì tutti i corpi precedentemente presenti sul territorio nazionale nelle varie città. Lo scopo della sua fondazione fu quello di garantire un adeguato soccorso a tutta la popolazione Italiana, dopo aver visto le difficoltà che si erano create nel Terremoto della Sicilia-Calabria dove, per la prima volta, operarono insieme vari corpi di Civici Pompieri provenienti da numerose città italiane, ognuno con le proprie attrezzature. Questo fatto creò non pochi problemi, visto che non tutti erano attrezzati allo stesso modo. Il nuovo governo fascista, quindi, resosi conto di questa lacuna, affidò l'incarico ad un ardito della Prima guerra mondiale, Alberto Giombini nato a Jesi il 18 luglio 1898 il quale, grande organizzatore, viene chiamato dal Ministero dell'Interno, per coordinare la nascita di un unico Corpo di Vigili del Fuoco in Italia. È lui l'artefice di tutta la macchina organizzativa che da allora, e fino ai giorni nostri, ha fatto sì che il personale del CNVVF si sia arricchito di esperienze, di nuove professionalità, specializzazioni e attrezzature, diventando uno dei più avanzati al mondo; lo stesso, quindi, diventò il primo Direttore della "Direzione Generale Servizi Antincendi" (DGSA) e fu cambiato il nome da Pompieri (francesismo derivante dal Sapeurs-Pompiers francese) in Vigili del Fuoco (si vuole pensato da Gabriele D'Annunzio). Pesante anche il tributo di morti pagato da ogni Comando, nella Seconda guerra mondiale, dagli uomini del Corpo, pagato unicamente per portare soccorso alle popolazioni civili colpite da bombardamenti.

Nel 1942 viene creato il "Battaglione S. Barbara" e la creazione avviene in un momento particolare della guerra quando, cioè, le sorti si ribaltano a favore degli anglo-americani, e la ritirata di Russia, e la battaglia di El Alamein persa con onore dagli Italiani (i Soldati Italiani, sebbene sconfitti, ebbero l'onore delle armi) fanno rendere conto agli italo-tedeschi che l'isola di Malta, possedimento britannico, è una vera e propria spina nel fianco per i convogli navale diretti in Africa Settentrionale! Viene concepita, quindi, l'idea dell'invasione dell'isola a mezzo delle autoscale dei Vigili del Fuoco, montate su posamine che avrebbero dovuto raggiungere e circondare l'isola eppoi, sviluppate le volate delle scale, far salire i soldati che avrebbero così, invaso il territorio. Quindi Giombini, in gran segreto, chiese a tutti i 94 Corpi una lista di volontari per il suddetto Battaglione e le richieste furono tanto numerose che si videro costretti ad effettuare una selezione rigidissima per il personale da arruolare: la richiesta minima parlava di personale con età anagrafica inferiore ai 42 anni. Vagamente si accennava a "zone di operazioni" ma mai esplicitamente si parlò di Malta. Nell'ottobre del 1942 i selezionati si ritrovarono a Roma, non alloggiati a Capannelle, ma attendati affianco. Il Comandante era l'ing. Piermarini che dopo la Guerra, diventò Comandante delle SCA, ed il motto adottato dal "Battaglione S. Barbara" fu: Vigiles victoriam anhelantes:

L'operazione, denominata "C3" dagli italiani ed "Hercules" dai tedeschi, fu però di colpo abbandonata nello stesso mese di ottobre, il Battaglione sciolto, ed ai primi di novembre, causa l'aumento dei bombardamenti anglo-americani sulle nostre città, gli uomini furono suddivisi in 5 Centurie ed inviati nelle città maggiormente colpite dalle bombe nemiche (Torino, Genova, Roma, Napoli, Milano)in aiuto ai Vigili del Fuoco dei Comandi interessati. Le scale smontate furono restituite ai Comandi ed il personale che aveva fatto parte del Battaglione, fu autorizzato a portare sulla divisa lo stemma della "S. Barbara", ebbe un diploma di appartenenza, e l'Amministrazione si riservò la prerogativa, in caso di necessità, di ricostituire lo stesso.[1]

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è impegnato a fianco dei bambini dal 1989, da quando cioè ha ricevuto la nomina di "ambasciatore di buona volontà" da parte del Comitato Italiano per l'Unicef. Tra le campagne cui ha partecipato, c'è "Yes for Children", per un manifesto dei diritti dell'infanzia.

Riforme

A partire dal 5 dicembre 2005, nei Vigili del Fuoco e negli altri corpi istituzionali, secondo quanto stabilito dalle vigenti leggi dello stato italiano, non è più previsto il servizio di leva, ma prende forma la possibilità di poter svolgere servizio civile per la durata di un anno.

In base all'approvazione del decreto legislativo, a partire dal 1º gennaio 2006, inizia la nuova riforma del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con l'introduzione delle nuove qualifiche e gli scatti di anzianità.

Le nuove qualifiche (senza considerare i sottogruppi dovuti agli scatti di anzianità) sono le seguenti e sono distinguibili dalla colorazione dell'elmetto o dal tipo di distintivo portato sul braccio:

* Vigile del Fuoco (colore elmetto nero e distintivo verde e rosso)
* Capo squadra (colore elmetto rosso e distintivo rosso)
* Capo Reparto (colore elmetto rosso e distintivo rosso e blu)
* Ispettore Antincendio e Sostituto Direttore Antincendio (colore elmetto argento e distintivo blu)
* Direttore (colore elmetto argento e distintivo blu e oro)
* Primo Dirigente (colore elmetto argento e distintivo oro)
* Dirigente Superiore (colore elmetto argento e distintivo oro e platino)
* Dirigente Generale e Dirigente Generale Capo (colore elmetto argento e distintivo platino)
* con D.M. del 22-10-2007 il Ministero dell'Interno ha approvato i nuovi distintivi di qualifica ed i nuovi distintivi metallici di riconoscimento per il personale del ruolo dei Vigili del Fuoco, Capi Squadra e Capi Reparto (il tutto è visionabile sul sito www.interno.it).

A capo del C.N.VV.F. vi è invece un prefetto semplice, nominato dal Ministro dell'Interno, che non appartiene ai ruoli del Corpo (ma alla carriera prefettizia) e pertanto non dispone di alcuna divisa.

Alcuni distintivi (da Vigile del Fuoco fino ad Ispettore Antincendio) portano una piccola "V" bianca (detta "baffetto") atta ad indicare che si tratta di personale volontario. I distintivi di qualifica sono visionabili sul sito istituzionale.

Personale operativo

Il soccorso tecnico urgente è effettuato da squadre operative presenti in tutto il territorio nazionale. In ogni provincia è presente un comando provinciale che coordina l'attività di vari distaccamenti dislocati sul territorio. Il personale operativo può essere permanente o volontario. Quest'ultimo si distingue per la presenza di un baffo bianco sul distintivo di qualifica.

I Vigili del Fuoco (chiamati affettuosamente anche pompieri) operano sulle APS (autopompa serbatoio) e sugli altri mezzi che sono normalmente presenti nei distaccamenti (autoscala, autobotte…). Le squadre sono formate generalmente da 5 o 6 persone.

A coordinare le attività di soccorso vi è un capo squadra. È un vigile che ha una certa esperienza sul campo e di formazione professionale che gli permette di conoscere tutte le tecniche di soccorso e antincendio. Gestisce gli uomini sullo scenario dell'evento e li coordina per ottimizzare le risorse e i tempi. Lo si distingue dagli altri pompieri per il fregio di qualifica rosso e per l'elmo anch'esso di colore rosso.

Le operazioni sullo scenario di soccorso vengono effettuate dai vigili operativi. Questo personale effettua un addestramento specifico di 6 mesi alle scuole di formazione di base di Roma Capannelle e al centro di formazione operativa di Montelibretti (RM). Questa formazione unita all'addestramento che tutti i giorni viene effettuato durante l'orario di servizio fa sì che il vigile del fuoco sia pronto professionalmente e fisicamente a operare dove normalmente le altre persone non vorrebbero essere. Questo personale si distingue per il fregio di qualifica verde e rosso e per l'elmo di colore nero. Alcuni vigili poi sono abilitati alla conduzione dei mezzi di soccorso (autisti) grazie ad un corso al cui termine viene rilasciata una speciale patente ministeriale.

Il personale operativo del CNVVF ha funzioni di polizia giudiziaria, polizia amministrativa e di prevenzione. Spetta ai vigili infatti, in collaborazione con le altre forze di polizia, individuare le cause degli incendi e stabilire se si tratti di incendi dolosi.

Al fianco del personale suddetto opera, in posizione gerarchicamente sovraordinata, una serie di figure professionali oggi appartenenti agli albi degli ingegneri e degli architetti, precedentemente diplomati (periti industriali e geometri) inquadrate nel Ruolo Tecnico Antincendi, che svolgono funzioni direttive e di coordinamento nell'ambito del soccorso e della gestione delle risorse.

Specializzazioni

All'interno del CNVVF esistono svariate specializzazioni. Personale addestrato per interventi particolari che, affiancato al personale operativo, copre tutte le tipologie di interventi.

* N.I.A. Nucleo Investigativo Antincendio. È un organo di Polizia Giudiziaria, attivo in seno al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che studia, ricerca e analizza le cause d'incendio, su propria iniziativa o su specifica richiesta da parte della Autorità Giudiziaria.
* Nucleo sommozzatori. Per le emergenze derivanti dal rischio acquatico, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dispone dei Nuclei di Soccorso Subacqueo ed Acquatico, presenti sul territorio nazionale con 32 sedi, attive 24 ore su 24, ed oltre 360 operatori in grado di intervenire nelle varie situazioni di pericolo legate all'elemento acqua: dall'incendio a bordo di navi alla presenza di rischi biologici, chimici e nucleari, dalla ricerca di persone in mare, laghi e fiumi all'emergenza alluvionale. Peculiarità dei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco è l'immersione anche in luoghi non convenzionali quali acquedotti, pozzi, reti fognarie ed acque nere.
* Nucleo elicotteri. 12 nuclei elicotteri sul territorio nazionale assicurano un valido supporto aereo ai mezzi a terra per tutte le tipologie di interventi.
* Nucleo SAF. Acronimo di speleo-alpino-fluviale. È il personale che opera dove gli altri mezzi non possono arrivare. Con tecniche di derivazione speleologica, alpinistica e fluviale e grazie ad un elevato livello di professionalità questi soccorritori scalano pareti rocciose, scendono in pozzi e grotte o affrontano le correnti dei corsi d'acqua. Le stesse tecniche servono anche a raggiungere campanili, tetti e i piani più alti dei grattacieli dove le normali autoscale non arrivano. Si pensi ad esempio alla sciagura del Grattacielo Pirelli di Milano del 18 aprile 2002, dove si interveni con queste tecniche per rimuovere alcune delle macerie pericolanti ai piani 22-26.
* Nucleo Cinofili. Il personale operativo del CNVVF, effettuano interventi di ricerca di ogni genere, impiegati su tutto il territorio nazionale.
* Aeroportuali. Il personale che presiede alla sicurezza negli aeroporti nazionali. Sono dotati di particolari mezzi pesanti(idroschiuma polvere), dotati di cannoni che sparano acqua e schiuma nonché polvere in grande quantità.
* Portuali. Che si distinguono in Padroni marittimi e direttori di macchina, e sono dotati di unità navali per il soccorso in mare, a bordo delle navi e nei porti.
* Nucleo NBCR Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico. Impegnato a operare nelle condizioni più difficili a causa della presenza di sostanze potenzialmente pericolose per la pubblica incolumità (contaminazione da radiazioni nucleari, attentati con armi non convenzionali, rilasci di sostanze pericolose come gas o carburanti a seguito di incidenti...)
* Radioriparatori. Personale dedicato alla verifica del corretto funzionamento delle apparecchiature di comunicazione del CNVVF. Le comunicazioni sono di fondamentale importanza per l'operato quotidiano delle squadre impegnate sul territorio.

Va inoltre detto che il personale SAF (anche quelli fluviali) ed NBCR è normalmente, tranne i nei livelli apicali, personale operativo "standard", cioè quello che viene chiamato al 115.

Le attrezzature

Le attrezzature individuali di ogni vigile del fuoco volontario o permanente che sia consistono in:

* Divisa di soccorso-antincendio estiva: Elmo protettivo, sottocasco ignifugo, completo antifiamma (giaccone con fregio identificativo più sovrapantalone, chiamati Nomex e Panta-Nomex), maglietta polo ignifuga, pantaloni estivi con rifrangenti, giubba estiva con rifrangenti, cintura, anfibi, guanti da intervento (antincendio, antitaglio, dielettrici…), in caso di grosse quantità di fumo i Vigili del Fuoco possono indossare gli autoprotettori (bombola d'aria compressa respirabile caricata a 200 bar se in acciaio e 300 se in composito, che tramite una tubazione detta frusta porta la miscela di aria respirabile ad una maschera a sovrappressione con un facciale che ricopre tutto il viso dell'operatore. L'autoprotettore o autorespiratore ha un'autonomia media di circa 20-25 minuti (200 bar) o superiore se a 300 atmosfere) questi sono in ogni mezzo di soccorso dei Vigili del Fuoco (APS, AS, ABP).

* Divisa di soccorso-antincendio invernale: è uguale a quella estiva con le seguenti varianti maglia ignifuga in sostituzione alla polo, pantaloni invernali, giubba invernale. Gli anfibi sono sempre gli stessi estate e inverno.

* Uniforme per servizi d'istituto: berretto baseball con fregio, maglietta polo o maglia, pantaloni invernali o estivi, giubba, calzature basse di sicurezza, cintura.

Inoltre ogni vigile del fuoco ha a disposizione un completo antipioggia che consiste in un pantavento e una giacca a vento.

I mezzi

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco possiede mezzi speciali per ogni tipo di intervento.

Mezzi terrestri

* Il mezzo più comune è l'APS, acronimo di autopompa serbatoio, essa viene utilizzata per la maggior parte degli interventi come gli incendi, incidenti stradali, soccorso a persone ecc. Questi mezzi sono caratterizzati da una buona attrezzatura specifica (manichette, scala a ganci e scala italiana, divaricatore, motosega, mototroncatrice ecc.) e da una discreta portata idrica. Gli ultimi automezzi acquistati sono il Mercedes Actrocs, l'Iveco Stralis, e il Mitsubishi Canter.
* L'autoscala, veicolo utilizzato per raggiungere luoghi alti come piani di condomini, alberi ecc. I Vigili del Fuoco hanno in dotazione autoscale che possono raggiungere altezze che con gli automezzi più piccoli arrivano a 20 m fino ai 50 m degli automezzi più grandi.
* L'autobotte pompa (ABP) che vanta una grossa portata idrica di circa 8000 l, con un'attrezzatura tecnica sufficiente. Questi mezzi vengono impiegati soprattutto nei grossi incendi in supporto alle APS o negli incendi boschivi.
* Autogru
* Fuoristrada
* Anfibi

Si ricorda che tutti i mezzi in servizio presso il corpo, hanno dispositivi di segnalazione visiva (lampeggiante blu) e sonora (sirena). Questa può essere a fischio (in disuso ma non rara da sentire nelle nostre strade, data la vetustà di alcuni mezzi in dotazione al corpo) o bitonale, in quanto questi mezzi sono veicoli d'emergenza.

Mezzi aerei

Il corpo dei VVF ha in dotazione quattro modelli di elicotteri disposti in undici elinuclei dislocati ad Arezzo, Bari, Bologna, Catania, Genova, Pescara, Salerno, Sassari, Torino, Varese, Venezia e al Centro Aviazione di Roma Ciampino. I modelli attualmente in uso sono:

* Agusta-Bell AB 412 utilizzato per il trasporto, soccorso, spegnimento incendi ecc.
* Agusta-Bell AB 206 utilizzato dal corpo soprattutto per servizi di ricognizione (monitoraggio e controllo).
* Agusta Westland A109 ultimo mezzo arrivato al corpo di questi ancora se ne possono contare solo pochi esemplari esso dovrebbe andare a sostituire gli ormai vecchi e obsoleti AB 206.

Da ricordare la presenza di un aereo bimotore a turboelica P180 (VF-181) presso il Centro Aviazione di Roma Ciampino

I VVF hanno utilizzato un quindicina di elicotteri AB 204 ASW radiati dalla Marina Militare e "denavalizzati" dalla Agusta. Attualmente questi elicotteri sono stati quasi completamente radiati anche dai VVF. In precedenza i VVF hanno utilizzato pochi esemplari di AB 205 attualmente radiati. I primi elicotteri usati dai VVF sono stati gli AB-47G, seguiti dagli AB-47J, entrambe queste macchine sono da tempo radiate.

Chiamate di soccorso

Il numero di soccorso dei Vigili del Fuoco è il 115. Attivo e gratuito su tutto il territorio nazionale. Al telefono risponde il personale delle sale operative del comando provinciale da cui si chiama che poi, a seconda della zona e della tipologia del sinistro, decide quali distaccamenti, squadre e mezzi mandare a risolvere il problema. Inoltre queste sale operative sono in stretto contatto con le altre centrali operative 118, 112, 113, polizie locali per garantire un rapido intervento di tutti i mezzi di soccorso. Per questioni di polizia giudiziaria tutte le chiamate in arrivo al 115 sono registrate.

L'intervento dei Vigili del Fuoco è sempre gratuito per servizi di soccorso.

 
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