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Il Nucleo Elicotteri

Pilotare elicotteri o scendere a decine di metri sott'acqua in condizioni spesso critiche comportano specifiche competenze ed un addestramento mirato e continuo.
Gli elicotteristi
I vigili del fuoco sono addestrati per intervenire nelle più varie situazione, dall’incendio alla presenza di sostanze chimiche pericolose o radioattive sino al classico gattino sull’albero.
Ma pilotare elicotteri o scendere a decine di metri sott’acqua in condizioni spesso critiche comportano specifiche competenze ed un addestramento mirato e continuo.
Nel 1954 nasce il primo nucleo elicotteri, a Modena. Gli elicotteri si dimostreranno utili per la loro rapidità di intervento, per la possibilità di raggiungere zone altrimenti inaccessibili e per il valido ausilio alle squadre a terra soprattutto in caso di calamità naturali. Ad oggi i nuclei elicotteri sono 12 distribuiti sul territorio nazionale.
Il Nucleo Sommozzatori

I Sommozzatori nascono nel 1952 e sono presenti in 32 nuclei ed operano in particolari condizioni operative: salvataggio di persone e cose in allagamenti, straripamenti ed alluvioni. sommozzatori
Per le emergenze derivanti dal rischio acquatico, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dispone dei Nuclei di Soccorso Subacqueo ed Acquatico, presenti sul territorio nazionale con 32 sedi, attive 24 ore su 24, ed oltre 360 operatori in grado di intervenire nelle varie situazioni di pericolo legate all'elemento acqua:
dall'incendio a bordo di navi alla presenza di rischi biologici, chimici e nucleari, dalla ricerca di persone in mare, laghi e fiumi all'emergenza alluvionale. Peculiarità dei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco è l'immersione anche in luoghi non convenzionali quali acquedotti, pozzi, reti fognarie ed acque nere.
Il Nucleo SAF

La variabilità dell'ambiente in cui vive ed opera la moderna società, sia urbano che extraurbano, nonché le caratteristiche e le condizioni dello stesso, notevolmente mutate nel corso degli aIl Nucleo S.A.F.
La variabilità dell'ambiente in cui vive ed opera la moderna società, sia urbano che extraurbano, nonché le caratteristiche e le condizioni dello stesso, notevolmente mutate nel corso degli anni, hanno determinato in caso di incidente di vario tipo e natura, scenari di riferimento spesso critici in ordine alle situazioni del rischio per le persone e per gli operatori del soccorso tecnico urgente: i Vigili del Fuoco; anche per quanto attiene ai possibili accessi ai siti naturali come grotte, forre falesie ecc o artificiali tralicci, grattacieli, viadotti ecc. Negli ultimi anni sono notevolmente aumentate le persone che si dedicano ad attività sportive che spesso si svolgono in ambienti particolarmente impervi dove le attrezzature e le tecniche di intervento utilizzate da sempre dai vigili del fuoco risultavano poco efficaci. Per queste ragioni nel corso degli anni, in alcuni contesti territoriali della penisola, si è avvertita l'esigenza di elaborare ed adottare tecniche innovative di derivazione speleo-
Tali tecniche che sono denominate tecniche di derivazione Speleo Alpinistica e Fluviale consentono, se adeguatamente acquisite, di aumentare il livello di sicurezza dei soccorritori e migliorare il servizio offerto alla popolazione in particolare in quelle situazioni in cui, a causa dello specifico scenario incidentale, non sono utilizzabili i normali mezzi in dotazione. Il progetto prevede 4 tipi di qualificazioni distribuite su due livelli comprendenti ciascuno due fasi. (primo livello fase A, primo livello fase B, secondo livello fase A e secondo livello fase B) Tale rivoluzione attualmente interessa non solo i vigili del fuoco italiani ma anche quelli di altre nazioni europee; recentemente il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha avuto un ruolo di prestigio nell'ambito del progetto Europeo denominato LEONARDO. Nello specifico il progetto che è stato denominato EUSR (Soccorso speciale speleo alpinistico formazione e aggiornamento dei Vigili del fuoco in Europa) aveva l'obiettivo di standardizzare tra i vigili del fuoco europei l'utilizzo di tale tecniche nell'ambito del soccorso. Allo stato attuale il personale in possesso delle varie qualifiche previste dal progetto risulta dislocato nelle varie Regioni del territorio Nazionale. Le più ampie concentrazioni si hanno in Toscana in Liguria e in Piemonte. Di particolare interesse è stata l'attività svolta dal personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in possesso delle qualifiche S.A.F. nelle regioni colpite da catastrofi naturali come il sisma in Umbria e Marche o come i dissesti idrogeologici della Campania o la recente alluvione dell'Italia settentrionale. Nelle Regioni di Umbria e Marche i S.A.F. hanno collaborato con le Sovrintendenze ai Beni Culturali e Ambientali per la messa in sicurezza delle opere architettoniche e artistiche di particolare importanza storica (torri, campanili, chiese fortezze ecc).
I Portuali

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dispone di squadre di specialisti "portuali", Vigili del Fuoco brevettati nautici, impiegati nelle attività di soccorso in mare, a terra, Foto che ritrae due mezzi portuali a disposizione... portuali
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dispone di squadre di specialisti "portuali", Vigili del Fuoco brevettati nautici, impiegati nelle attività di soccorso in mare, a terra, a bordo delle navi e dei galleggianti e presso i porti, da sempre luoghi ad alto rischio per la complessità delle attività commerciali ed industriali in essi svolte. Sono dislocati presso zone di particolare importanza tramite 24 distaccamenti portuali. Come per le altre specializzazioni dei Vigili del Fuoco, negli ultimi anni è stata dedicata grande attenzione all'adeguamento tecnologico delle risorse strumentali. Le nuove unità navali sono infatti sorvegliate alla costruzione dal RINA (Registro Italiano Navale) e classificate per la navigazione nazionale, oltre che completamente equipaggiate per affrontare qualsiasi emergenza.
Tipologia mezzi in dotazione
RIB FF LOA 9.00 Battello pneumatico con scafo rigido inaffondabile per trasporto squadre per piccolo antincendio
SAR FAST 1 LOA 15,00 Unità Navale veloce per soccorso di tipo SAR (Search and Rescue), dotata di antincendio per autoprotezione e soccorso
MEDIUM FF 1 LOA 28,50 Unità Navale dislocante per antincendio, particolarmente predisposta ed adatta per soccorso in ambito regionale
RAFF LOA 13,55 Imbarcazione veloce particolarmente adatta per il soccorso antincendio o SAR
Gli Aeroportuali
Attualmente, 35 aeroporti nazionali, cui se ne aggiungeranno 3 nel 2005,Immagine che ritrae un vigile del fuoco in azione durante lo spegnimento di un incendio in aereoporto dispongono di un servizio... Gli aeroportuali
Attualmente, 35 aeroporti nazionali, cui se ne aggiungeranno 3 nel 2005, dispongono di un servizio di soccorso e antincendio svolto dai Vigili del Fuoco. Data la natura delle esigenze che verrebbero a crearsi in caso di incidente aereo, l'intervento deve risultare rapido ed efficace. Per questo i Vigili del Fuoco dispongono di tre tipologie di automezzi, per un totale di 252 veicoli cui se ne aggiungeranno 95 nel corso dei prossimi due anni, che garantiscono elevata velocità, facilità di manovra, automatismi e grande capacità di spegnimento. Anche la dotazione organica, attualmente di 3000 unità, dal 2005 verrà incrementata di 500 uomini. Il personale viene tenuto in efficienza dalla costante partecipazione ad esercitazioni. A tal fine, è stato acquistato un simulatore di incendio di aeromobile da installarsi presso l'aeroporto di Fiumicino cui ne seguiranno, nel 2005, altri sei da dislocarsi sul territorio nazionale.
Tipologia mezzi in dotazione
Idroschiuma AIS Automezzo pesante di intervento utilizzatoper lo spegnimento di incendi a bordo di aeromobili,con dotazione di acqua e liquido schiumogeno
Idroschiuma Polvere AISP Automezzo pesante di intervento utilizzatoper lo spegnimento di incendi a bordodi aeromobili, con dotazione di polvere,acqua e liquido schiumogeno
Soccorso Aeroportuale ASA Automezzo leggero di rapido interventodotato di notevole velocità
Rapido Intervento ARI Automezzo di soccorso aeroportuale con a bordole attrezzature necessarie per il soccorsodelle persone presenti all'interno degli aeromobili
Nucleo TLC

Radiometristi
Negli anni '60, la "guerra fredda" e la conseguente proliferazione di esperimenti con ordigni atomici, ma anche l'avvio dell'utilizzazione a fini pacifici dell'energia nucleare. I radiometristi
Approfondimenti
Negli anni '60, la "guerra fredda" e la conseguente proliferazione di esperimenti con ordigni atomici, ma anche l'avvio dell'utilizzazione a fini pacifici dell'energia nucleare sviluppano nella Nazione una coscienza intesa a preservare la popolazione da questa nuova fonte di rischio. Tant'è che la legge sull'ordinamento del Corpo del 13 maggio 1961 n. 469 attribuisce al Ministero dell'Interno, e per esso al Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, tra l'altro. ". i servizi tecnici per la tutela dell'incolumità delle persone e la preservazione dei beni derivanti anche dall'impiego dell'energia nucleare". Ciò comporta per il Corpo la necessità di specializzarsi anche in questa materia e diversi ingegneri sono stati inviati presso le università e successivamente all'estero per conseguire la qualificazione necessaria ad affrontare questa nuova problematica. Per accertare la presenza di radiazioni ionizzanti si è creata una rete di stazioni fisse di monitoraggio ambientale per il rilevamento della ricaduta radioattiva susseguente ad esplosioni nucleari contaminanti e delle squadre speciali, "squadre radiometriche", composte da personale opportunamente addestrato, equipaggiato con particolari protezioni individuali e dotato di strumenti per la misurazione della radioattività, in grado di intervenire in forma preventiva o di rilevamento e circoscrizione della zona di pericolo, anche nei casi d'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare. La prima rete di rilevamento della radioattività viene impiantata nel 1966 e conta migliaia di stazioni dislocate, oltre che nelle sedi del Corpo, anche nelle stazioni dei Carabinieri. Il continuo miglioramento nel perseguire una sempre maggiore efficienza ed efficacia dell'operatività del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco ha oggi portato alla modifica della rete con stazioni automatiche di rilevamento con strumenti d'ultima generazione, dotati anche di autodiagnosi con trasmissione ed elaborazione dei dati rilevati, che consentono anche il monitoraggio ambientale. Tali stazioni sono situate ai nodi di una maglia in modo da ricoprire tutto il territorio nazionale e fanno capo alla centrale d'allarme sempre presidiata. Per fronteggiare emissioni radioattive o sotto forma d'irraggiamento o contaminazione, il Corpo Nazionale è dotato di diversi laboratori mobili per eseguire misure e controlli più sofisticati circa la natura delle radiazioni.
Radioriparatori
Il personale specialista presente nei vari Centri TLC ha a disposizione anche mezzi o apparati speciali per poter intervenire in ogni situazione, anche avversa, nel ripristino di collegamenti... Radioriparatori -
Il Servizio Telecomunicazioni del C.N.VV.F. è stato istituito con il D.M. 4015 del 05/01/1974 e con il D.M. 77 del 07/09/1995 sono state ridefinite le varie competenze della struttura TLC con l'istituzione del Centro TLC Nazionale presente in Roma -
Il Servizio Telecomunicazioni è di competenza dell'Ispettorato per gli Impianti di Telecomunicazioni, Reti Ionimetriche, Statistica ed Automazione del Servizio Tecnico Centrale che dirige l'attività di sviluppo e manutenzione oltre all'attività amministrativa contabile; tramite il Centro TLC Nazionale svolge l'attività tecnico-
I Centri TLC di Zona lavorano in ambito regionale e dipendono funzionalmente dal rispettivo Ispettorato Regionale o Interregionale (le regioni più grandi e di più difficile copertura radioelettrica quali Toscana, Sardegna e Sicilia ne hanno due).
Il Servizio Telecomunicazioni è di fondamentale importanza per l'operatività giornaliera del servizio reso alla comunità da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Comunicare significa poter gestire in ogni istante le migliori risorse disponibili e ridurre i tempi di intervento. Avere un proprio sistema di comunicazione permette di non essere dipendenti da altri sistemi di comunicazioni (ad esempio telefonia pubblica) che potrebbe non essere utilizzabile proprio nel momento della grave emergenza.
In ogni Centro TLC di Zona esiste personale specialista che si occupa della installazione, manutenzione e riparazione ordinaria e straordinaria di tutti gli apparati fissi e mobili presenti nel territorio di competenza.
Il personale viene addestrato con corsi specifici che formano tutti coloro che sono interessati al tipo di servizio e che abbiano le necessarie conoscenze di base.
Il Corpo dispone di una propria rete radio, funzionante su apposite frequenze assegnate dal Ministero della Difesa, che permette i collegamenti su tutto il territorio nazionale.
Le modalità operative sono strutturate su vari livelli:
• Collegamenti fra strutture fisse e mobili nell'ambito della provincia;
• Collegamenti tra stazione fisse e mobili nell'ambito della regione;
• Collegamenti tra stazioni fisse e mobili nell'ambito nazionale con il Centro Operativo della D.G.P.C.S.A. tramite interconnessione di più ponti radio.
Le apparecchiature radio utilizzate sono:
• 450 ponti radio (con installazione e manutenzione effettuata da personale VV.F.);
• 700 stazioni radio fisse;
• 8000 apparati radio veicolari;
• 5000 apparati radio portatili.
Il personale specialista presente nei vari Centri TLC ha a disposizione anche mezzi o apparati speciali per poter intervenire in ogni situazione, anche avversa, nel ripristino di collegamenti o nella creazione di nuove zone di copertura in caso di necessità.
Nucleo Investigativo Antincendi

l NIA, istituito con provvedimento del 16 luglio 2004 nell'ambito della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, svolge funzioni di polizia giudiziaria, limitatamente all'esercizio d elle funzioni tecnico-
1. In caso di sinistri caratterizzati da incendio e/o esplosione, esecuzione di accertamenti urgenti e rilievi tecnici, eventuale sequestro di prodotti, materiali e quant'altro possa essere necessario ai fini della determinazione della causa dell'evento (p.es. certificazioni di prodotti e/o impianti, documenti relativi alla progettazione di impianti antincendio, ecc.);
2. Assunzione di sommarie informazioni utili per le investigazioni da parte di persone coinvolte direttamente e/o indirettamente nell'evento (p.es. progettisti, ditte installatrici, manutentori, ecc.);
3. Coordinamento degli accertamenti tecnici da eseguirsi presso i laboratori (prove e verifiche) sui reperti sequestrati;
4. Simulazione ed analisi mediante modelli di calcolo degli eventi verificatisi;
5. Sperimentazioni di validazione a supporto delle simulazioni effettuate;
6. Determinazione delle cause dell' incendio e/o esplosione;
7. Trasmissione alle competenti Autoritá degli atti relativi alle investigazioni espletate;
8. Cooperazione con enti nazionali ed internazionali che operano nel campo delle scienze forensi e nel settore delle indagini tecnico-
9. Formazione ed addestramento del personale del Nucleo relativamente alle tecniche di repertazione d'indagine nel settore di competenza e nelle discipline giuridiche afferenti l'attivitá;
10. Formazione di funzionari referenti per l'attivitá del Nucleo nell'ambito delle Direzioni Regionali ovvero dei Comandi Provinciali (Nord-
11. effettuazione di corsi rivolti sia ai funzionari (p.es. per una sempre piú accurata repertazione dei materiali sequestrati, lettura delle tracce) che al personale operativo (p.es. per tecniche di spegnimento volte a salvaguardare il piú possibile lo stato dei luoghi, una piú esaustiva compilazione del rapporto d'intervento ecc.).
Nucleo N.B.C.R
(Nucleare, Batteriologico,chimico, Radiologico)

Da sempre i Vigili del Fuoco operano in prima linea, nell’ambito della protezione civile, in interventi di tipo “convenzionale” che coinvolgono sostanze chimiche, biologiche e radiologiche. Dopo gli eventi dell’ 11 settembre 2001 i Vigili del Fuoco hanno assunto un ruolo fondamentale anche nell’ambito della difesa civile per i rischi connessi ad attacchi di tipo “non convenzionale”.
I numerosi sforzi profusi in questa direzione hanno portato all’acquisto di nuovi mezzi e strumenti per la decontaminazione campale, di strumenti per la rilevazione delle sostanze e di nuovi dispositivi di protezione individuale; molto risalto è stato dato alla formazione del personale con funzioni operative e direttive e all’istituzione di un nuovo modello organizzativo dei nuclei NBCR che ora prevede la presenza capillare in tutto il territorio nazionale:
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I nuclei NBCR in presenza di esplosioni perdite o rilasci, indossate particolari tute di protezione, provvedono alla rilevazione delle sostanze mediante sofisticati strumenti PID -
Perodicamente vengono effettuati addestramenti tenendo conto di diversi scenari, compreso quello di un attacco terroristico con immissione nell'ambiente di sostanze non convenzionali come ad esempio gas tossici, polveri e liquidi.